Cinema Boldini Ferrara

sabato 15 dicembre – POVERI MA BELLI – ingresso libero

sabato 15 dicembre ore 10.00
Proiezione speciale in pellicola

POVERI MA BELLI, regia di Dino Risi

l’evento, a ingresso gratuito, sarà accompagnato dalla colazione offerta dai commercianti di piazza Gobetti, via San Romano e corso Porta Reno

La proiezione fa parte dell’iniziativa organizzata dall’associazione Ilturco per celebrare e ricordare il Super – Cinema Apollo.

Oggi piazza Gobetti è un luogo quasi sconosciuto, poco frequentato nonostante si trovi a due passi dal listone, ma fino al 1961 quella porzione di centro urbano è stata l’indiscusso epicentro del divertimento cittadino: qui infatti sorgeva il primo multisala di Ferrara, dotato di sale da gioco, biliardi, bar, dancing, tea room e pattinaggio. Per decenni nella capiente sala principale – che ospitava fino a 1200 persone, ma in varie occasioni ha sfiorato le 2mila – si sono assiepate folle variegate di ragazzi, famiglie, coppie di fidanzati, anziani, gruppi di amici e cinefili solitari, borghesi, aristocratici, operai e contadini. Sul grande schermo si proiettavano le pellicole italiane più in voga assieme ai titoli cult che arrivavano da Hollywood, polpettoni romantici e intrecci inquietanti, film d’autore e commedie popolari, i cinegiornali dell’istituto Luce durante la guerra e i brani salienti delle partite giocate dalla Spal negli anni del boom economico.

Per recuperare e attualizzare il ricordo di quell’epoca, di quella comunità raccolta al buio sotto un fascio di luce, l’associazione Ilturco organizza dal 14 al 17 dicembre un weekend dedicato al SuperCinema Apollo, con proiezioni speciali e un’installazione audiovisiva diffusa nella piazzetta dove una volta si trovava il multisala.

L’iniziativa – patrocinata dal Mibac e sostenuta dal Comune di Ferrara – intende stimolare una comprensione più profonda e consapevole del recente passato ferrarese, affinché dalla naturale fascinazione per la “fabbrica dei sogni” che ora non esiste più si possa iniziare a riconsiderare lo spazio di piazza Gobetti, inserendolo in una narrazione che presuppone un radicamento nel passato e una prospettiva di crescita futura.