Cinema Boldini Ferrara

Martedì 24 settembre – DICKTATORSHIP – FALLO E BASTA! – registi in sala

Martedì 24 Settembre ore 21.00

DICKTATORSHIP – FALLO E BASTA!, regia di Gustav Hofer e Luca Ragazzi

( Italia, 2019 – 90′ )

ingresso 5 euro – Registi presenti in sala

Gustav e Luca vivono insieme da molto tempo, ma un giorno, a colazione, una battuta di Luca instilla in Gustav il timore che il compagno sia (insospettabilmente) maschilista. I due iniziano allora, tra il serio e il faceto, un cammino di analisi sociale – attraverso interviste a psicologi, sociologi, politici, scrittori e persone comuni – diretto a farci capire quanto la società italiana induca i singoli maschi, ancorché (apparentemente) di ampie vedute, a essere inconsapevolmente discriminatori nei confronti delle donne.

Quante volte capita alle coppie “collaudate” di scoprire, dopo molto tempo, dei reciproci aspetti caratteriali che potrebbero mettere in crisi il rapporto? Non è il caso di Gustav e Luca che si amano da 20 anni, ma il film gioca sulla creazione – divertita e divertente – di due personaggi che fungono da macro modelli comportamentali: Luca è l’italiano medio, buono ma un po’ superficiale, uno che senza “dolo” si adegua alle imposizioni sociali finendo per essere passivamente discriminatorio; Gustav è invece l’intellettuale, la luce che svela. È grazie a questo meccanismo da “commedia” ai confini della satira che Dicktatorship riesce a essere equilibrato e leggero, nonostante metta in scena le violenze psicologiche ancora oggi inferte dai maschi nei confronti delle donne all’interno di una (amaramente comica) rappresentazione caleidoscopica.

Il quadro complessivo, in effetti, è complesso proprio come quel caleidoscopio che, non a caso, viene simbolicamente utilizzato in apertura e chiusura di film: se da un lato il 50% dei maschi italiani si dice disposto a restare a casa per prendersi cura dei figli e del focolare domestico, diversi liceali alla domanda “Cosa fareste se vostro figlio vi chiedesse di giocare con la Barbie?” mostrano un’evidente “preoccupazione testosteronica” perché anche loro finiscono per assegnare rigidamente certi ruoli e certi gusti solo e soltanto alle donne. Si tratta di uno schema sociale che un altro intervistato, Rocco Siffredi, rinverrebbe anche in ambito di dominanze sessuali non fosse che, in quel momento, Gustav finge un (divertentissimo) malfunzionamento del microfono pur di non farlo parlare.

Fra i vari intervistati spicca l’ex presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, e Michael Kimmel, un noto sociologo americano, ma ciò che più rimane impresso non è tanto la qualità degli interventi, quanto il loro oculato dosaggio grazie a un montaggio che quasi mai sbaglia nei tempi, dando al film un ritmo costante anche in zona Cesarini. 

Qualche contributo sembrerebbe far prevalere la spettacolarizzazione del tema rispetto al suo approfondimento (succede quando Gustav – attraverso un esperimento di realtà virtuale, a Barcellona – fa provare a Luca ciò che una donna sentirebbe quando viene maltrattata dal proprio compagno), ma alcune soluzioni formali – anche se “pensate” – risultano strumentalmente efficaci rispetto alla storia e alla tesi da dimostrare. 

È il caso della scena in cui viene posto davanti al Colosseo uno di quei camion con dietro un grande monitor che normalmente viene utilizzato per promuovere prodotti e/o personaggi pubblici: le immagini di vari politici intenti a dire frasi sessiste, davanti all'”arena del machismo” per antonomasia, la dice lunga di come i secoli siano (forse, in parte) passati invano, almeno con riferimento a certe tematiche. Perché se la rinuncia al potere sessuale può far paura, solo a fronte di questo sacrificio il maschio, in quanto persona, potrà vivere – così si dice, a fine film – un’esperienza ancora più appagante: quella della libertà di essere sé stessi, la stessa che nel ‘600 provò Elena Lucrezia Cornaro nell’essere la prima laureata al mondo. Gustav e Luca dedicano infatti proprio a lei, giocosamente, il nome di una piazza romana, apponendo alla targa originaria un innocente foglio bianco con sopra il suo nome.